Intervista a Holli Mae Johnson, fondatrice di 21st Century Burlesque Magazine

Intervista a Holli Mae Johnson, fondatrice di 21st Century Burlesque Magazine
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Incontriamo Holli Mae Johnson, fondatrice del magazine on line 21st Century Burlesque e ideatrice del sondaggio annuale Burlesque Top 50

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Il progetto 21st Century Burlesque è nato nel 2007 come serie di flip book per professionisti e appassionati di burlesque e pinup, per poi evolversi nel 2010 nel magazine on line attivo ancora oggi. Ce ne parla la fondatrice Holli Mae Johnson in questa intervista.

Burlesque: non solo spettacolo

Holli, cosa significa per te burlesque? 

Il burlesque mi ha salvato e ha dato uno scopo alla mia vita in un momento molto traumatico. Avevo 20 anni, ero una sopravvissuta a sfruttamento e abusi, con un disturbo da stress post-traumatico, e non avevo nulla per cui vivere. Poi sono entrata in un club a San Francisco e tutta la mia vita è cambiata.

So che versioni diverse di questa storia sono comuni a numerose persone coinvolte nel burlesque. Molti di noi sono emarginati e ribelli che hanno conosciuto dolori e lotte estreme, e hanno bisogno di un posto a cui appartenere ed essere il proprio vero io.

21st Century Burlesque Magazine, dall’idea al consenso

Cosa ha spinto alla necessità di creare un sito interamente dedicato al mondo del burlesque?

Partecipai a Tease-O-Rama, il mio primo festival di burlesque, a San Francisco nel 2005, e tornai negli anni seguenti. Mi resi conto di essermi imbattuta in una comunità straordinaria e nel revival contemporaneo del burlesque.

Parlai con artisti e fotografi e chiesi se qualcuno stava documentando cosa stavano facendo o pubblicando le immagini. Fatta eccezione per alcuni gruppi Yahoo e account Flickr, nessuno sembrava occuparsi della scena in modo più ampio. E questo era prima della diffusione di Facebook o altri social media. Gli artisti burlesque esistevano in piccoli gruppi sparsi in tutto il mondo e si riunivano solo al Tease-O-Rama. Così vidi la possibilità di unire tutti, aiutarli a condividere idee e opinioni e mostrare al mondo cosa stava succedendo con 21st Century Burlesque Magazine.

Dixie Evans e Holli Mae Johnson nel 2011
Dixie Evans e Holli Mae Johnson nel 2011

Quando hai capito che 21st Century Burlesque Magazine era diventato un punto di riferimento per artisti e addetti ai lavori?

Ho costruito tutto lentamente nei primi anni. Ho pubblicato un’intervista con Dita Von Teese nel 2009 che ha attirato un po’ di attenzione e ho lanciato il Burlesque Top 50 a un pubblico in gran parte britannico. Ho anche partecipato al Burlesque Hall of Fame Weekend nello stesso anno per la prima volta, e ho iniziato a intervistare le vincitrici del premio Miss Exotic World. Fu allora che la scena americana iniziò davvero a prestare attenzione alla rivista, e adesso sono la nostra più grande fan base.

Nel 2011 ho pubblicato il discorso di Miss Astrid sullo stato dell’Unione che tenne quell’anno al BurlyCon: una dichiarazione controversa, che ha avuto reazioni molto forti e contrastanti. Ma ha sicuramente portato la gente a parlarne.

Poi, nel 2015, ho trattato un caso di discriminazione in cui un’artista è stata licenziata per la sua taglia, insieme ad altri coraggiosi articoli d’opinione. Così la rivista è diventata un’autorità, citata anche nei principali quotidiani tradizionali. Da quando è iniziata, la rivista ha soddisfatto oltre 2,5 milioni di lettori.

Dita Von Teese e Holli Mae Johnson al Crazy Horse di Parigi
Dita Von Teese e Holli Mae Johnson al Crazy Horse di Parigi
Burlesque Top 50

Perché l’idea del Burlesque Top 50? C’è molta attesa per il prossimo anno: vuoi darci qualche anticipazione?

Nel 2009 ho sentito che la rivista aveva bisogno di qualcosa per aumentare la consapevolezza e riunire l’intera scena globale. Ho pensato a Dixie Evans quando ha creato il concorso Miss Exotic World e ho capito che dovevo creare qualcosa anche su quella scala. Ho anche seguito pubblicazioni come Time e Forbes che hanno pubblicato elenchi annuali delle persone più influenti o ricche del mondo, e poi l’idea mi ha colpito: una classifica delle 50 figure più influenti del burlesque. Non le “migliori”, perché sarebbe estremamente soggettivo, ma “influenti” per l’impatto che hanno avuto sulla scena.

All’inizio ero nervosa: pensavo che la gente avrebbe potuto dire “Chi si crede di essere, per fare una cosa del genere”, o che poteva essere una cattiva idea. Ma mi sono sempre preoccupata che nascesse dagli appartenenti alla scena burlesque e dalle loro decisioni: è un elenco che hanno creato loro, non io. La stragrande maggioranza delle persone ama e supporta il sondaggio, quindi l’ho fatto continuare per oltre un decennio.

C’è mancato poco che non realizzassi il sondaggio 2018. Avevo ricevuto alcuni attacchi molto personali dopo il sondaggio del 2017, con molestie e insulti personali fatti sulla mia famiglia, e non sapevo se volevo andare avanti: mi tiene impegnata per tre mesi ogni anno ed è un lavoro molto duro. Quindi ho chiesto agli appartenenti alla scena burlesque di supportare davvero il sondaggio del 2018, se volevano che continuasse. Avevo bisogno di un segno che fosse ancora molto apprezzato. E con mio grande stupore, i voti sono stati il triplo rispetto al solito, quindi ho continuato.

Al momento ho intenzione di fare il sondaggio per il 2020, ma a causa di Covid 19 tutti gli spettacoli sono stati cancellati e non so quando ricominceranno. Questo significa che le persone dovranno prendere decisioni basate su altri criteri. Sto pensando a una possibile alternativa se le cose non migliorano. Rimanete sintonizzati.

Dirty Martini e Holli Mae Johnson al BHoF nel 2011
Dirty Martini e Holli Mae Johnson al BHoF nel 2011
Tre lustri di burlesque

Dal 2005 ad oggi, come hai visto evolvere l’arte del burlesque?

Ovviamente la cosa fondamentale è che gli artisti sono aumentati. Nel 2005 avresti potuto raccogliere tutti gli artisti burlesque del mondo in una stanza. Ora ce ne sono migliaia e tutti sono in competizione. L’attività degli artisti professionisti è insidiata dai nuovi arrivati ​​e da altri che si esibiscono per cachet bassi, se non gratis. Questo incoraggia i produttori e i proprietari di locali a pagare tutti di meno, anche le più grandi star del settore.

La stessa cosa è successa per scrittori come me: le persone offrono il proprio lavoro attraverso siti come PeoplePerHour o Upwork facendosi pagare ridicolmente poco, quindi la gente non pensa che dovrebbe pagare di più. È molto frustrante e impedisce all’industria del burlesque di espandersi.

Anche i social media possono essere una distrazione. Una volta gli artisti creavano i propri numeri e li condividevano durante le riunioni annuali, mentre oggi c’è una pressione per esibirsi e sentirsi significativi anche online. Così, inevitabilmente, le persone discutono e proiettano le loro insicurezze. Quando il burlesque è il tuo intero mondo e un posto a cui appartenere, è facile passare un sacco di tempo ed energia a combattere contro altri che vivono nello stesso mondo, ma che fanno o vedono le cose in modo diverso.

Ovviamente non sto dicendo che problemi come il razzismo e le aggressioni sessuali non dovrebbero essere discusse, ma penso che ci siano modi più o meno efficaci per farlo. Detto questo, sono costantemente sorpresa dagli standard di innovazione e creatività sul palco ogni anno. È ancora lì che il burlesque si trova e si anima veramente.

Holli Mae Johnson a Londra (© Tigz Rice Studios 2017, http://www.tigzrice.com)
Holli Mae Johnson a Londra (© Tigz Rice Studios 2017, http://www.tigzrice.com)
Il burlesque in Italia

Hai partecipato a spettacoli di artisti provenienti da tutto il mondo. Cosa ne pensi del burlesque in Italia?

Come avviene per la loro moda e la musica, gli italiani fanno tutto con stile e gusto. L’Italia è anche il mio paese preferito al mondo!

C’è qualche artista che ti ha colpito di più del nostro paese?

Sono un grande fan di Cleo Viper. Bellissimi costumi e concetti creativi.

Holli Mae Johnson (© Tigz Rice Studios 2017, http://www.tigzrice.com)
Holli Mae Johnson (© Tigz Rice Studios 2017, http://www.tigzrice.com)
A proposito di Holli

Sei diventata un’insegnante per artisti e non solo. Qual è il tuo lavoro?

Ho iniziato nell’ambito del marketing digitale e del copywriting quando mi sono laureata all’università, quindi ho lavorato professionalmente per 14 anni. Con l’aumentare del numero di artisti, la promozione è diventata molto importante: i social media sono diventati uno strumento potente e gli artisti hanno dovuto vendere altri servizi per sopravvivere. Così hanno iniziato a chiedermi consigli su come promuovere, commercializzare e vendere, quindi ho iniziato ad avere clienti privati ​​e a tenere corsi su business, branding e vendite.

Secondo te, in questo momento storico, come la figura femminile è vista dalla società ?

Penso che chiunque affermi che le donne hanno “vinto la battaglia” per l’uguaglianza e il femminismo non è più necessario, sta parlando da una posizione di immenso privilegio.

Intendo dire che se puoi camminare per una strada senza essere molestata, o attraversare un parco di sera senza temere per la tua vita, o dormire in pace accanto a un partner sapendo che nessuno abuserà di te, o lavorare in un ufficio dove gli uomini non vengono pagati più di te per lo stesso lavoro e il tuo capo non fa il paternalista né ci prova con te, o la tua famiglia non ti costringerà a un matrimonio combinato e non ti ucciderà se non sei d’accordo, o se non ti sono stati mutilati i genitali, o non sei stata stuprata o molestata, o le tue libertà e i tuoi diritti sul tuo corpo non sono stati limitati, allora… sei fortunata. Ma non dire al resto di noi che le donne non hanno nulla di cui lamentarsi o combattere. Stai zitta e siediti.

Progetti futuri?

In questo momento sto cercando di sopravvivere alla pandemia di Covid 19 come tutti gli altri, quindi i miei affari e le mie entrate devono essere la mia prima priorità. Ma penso sempre a nuovi modi in cui 21st Century Burlesque Magazine può servire alla scena burlesque, e spero di offrire nuove cose in futuro.

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Maria Giovanna Tarullo

Maria Giovanna Tarullo

Maria Giovanna Tarullo è una giornalista pubblicista che nutre uno spiccato interesse per il mondo del Burlesque. A catturare la sua attenzione la regina del new burlesque Dita Von Teese, così nel maggio 2013 apre su Facebook la fanpage italiana a lei dedicata che ad oggi conta oltre 7000 followers. Nell'aprile 2016 inizia la sua collaborazione con il portale Burlesque News. Grazie a quest'esperienza, conclusasi nel dicembre 2018, è riuscita ad approfondire ed accrescere la sua passione per il Burlesque ed i suoi protagonisti. Il suo obiettivo far conoscere questa meravigliosa arte al maggior numero di persone possibile!