Julie Atlas Muz: burlesque, Cannes e un certo libro…

di | 23 Maggio 2010

Aggiornamento 11 Luglio 2013

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Tournée

La locandina del film.

Un piccolo aggiornamento – che riteniamo d’obbligo – a questo nostro post pubblicato qualche giorno fa: la giuria della Fipresci (Federazione Internazionale della Stampa Cinematografica) ha assegnato i suoi premi al termine della 63ma edizione del Festoval di Cannes; tra quelli del concorso, il Premio della Critica Internazionale è stato assegnato proprio a Tournée.
Qui di seguito, il post del 13 maggio
.

…e mentre a Cannes, il regista Mathieu Amalric rallegra la Croisette con le presenze folgoranti delle sue nuove muse, noi ci auguriamo che il suo film Tournée sia più autenticamente burlesque di ciò che rischia d’essere quello diretto dall’americano Steve Antin, interpretato da Christina Aguilera. Nell’attesa, ça va sans dire, di vederli entrambi…

Julie Atlas Muz incoronata Miss Exotic World nel 2007. Immagine  tratta da www.wikipedia.org.

Solo un pizzico di cattiveria, come piace a noi, un pretesto per parlare del nostro spettacolo preferito e delle sue eroine. Lo spunto è dato dalle protagoniste della suddetta pellicola francese, cinque artiste di grande levatura – Mimi le Meaux, Kitten on the Keys, Dirty Martini, Julie Atlas Muz, Evie Lovelle – che nel film vestono i loro panni di scena. Tempo fa, nella stesura del libro Burlesque: curve assassine, sorrisi di fuoco e piume di struzzo, l’autore di blog ha avuto l’onore di intervistare una delle burladies di Tournée, Julie Atlas Muz: un’artista davvero a tutto tondo perché è anche coreografa, ballerina, performer e conduttrice televisiva. La nostra ammirazione per lei risiede proprio nella volontà di mettersi in gioco in modo completo e nella capacità, propria degli artisti più intelligenti, di creare grandi collaborazioni.

Di questi argomenti trattano gli estratti dall’intervista a Julie Atlas Muz presente in Burlesque: curve assassine, sorrisi di fuoco e piume di struzzo, che riportiamo qui di seguito.

Dopo la rinascita degli anni ’90, il successo del burlesque è ancora grande. Molti paesi si stanno interessando sempre più di quest’arte. Qual è il segreto del burlesque?
C’è qualcosa che scatena l’amore del pubblico, ed è un misto di elementi. L’artista non deve prendersi troppo seriamente, saper essere esteticamente bello ma anche fare lo stupido, essere divertente e glamour allo stesso tempo. Le arti performative e la danza, negli ultimi 30 anni, si sono troppo appiattite esteticamente. E sono diventate noiose. Come ogni forma d’arte, c’è in giro molto burlesque brutto e noioso; ma anche nell’anima di questo, ci sono donne e uomini che stanno sperimentando e condividendo una forma di auto crescita: è qualcosa di magnifico, da vedere. […]

Sappiamo che ti piace lavorare con altri artisti. Quanto è importante, per te, lo scambio di idee ed energie?
La comunità del burlesque è importantissima, per me. Imparo da tutti, costantemente; da gente con esperienza, come Dirty Martini, Scotty the Blue Bunny, e the World Famous *BOB*. Ma anche dagli artisti più nuovi. Per me è fondamentale ce la comunità del burlesque sia coesa e collaborativa. […]
Per quanto riguarda, invece, la mia attività nell’ambito della danza e del cinema, adoro collaborare con altri artisti, e ho la tendenza a dare loro molta libertà per contribuire con le loro idee. […]

Ami molto lavorare anche con i bambini. Che esperienze hai avuto, con loro?
I bambini sono onesti, divertenti e molto semplici da gestire. Quando lavoro vestita da sirena o dentro il costume di un pupazzo gigante, mi piace dirgli che devono stare attenti perché mangio i bambini! «Hahaha! Sì, ragazzina, sembri proprio deliziosa! Ti metterò nel forno e ti mangerò! Hahaha»! Di solito sono impauriti per un secondo, poi capiscono che scherzo e non mi lasciano più!

Julie Atlas Muz: burlesque, Cannes e un certo libro… ultima modifica: 2010-05-23T18:00:52+01:00 da Attilio Reinhardt
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Category: Interviste

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L'autore di questo post ()

Attilio Reinhardt è un entertainer e presentatore di spettacoli di varietà ed eventi, con lo stile dei conduttori del passato. Oltre a questo, è anche autore di pubblicazioni dedicate alla storia e alla cultura del teatro leggero. Dal 2006 a oggi è stato protagonista della scena burlesque, venendo soprannominato “Ambasciatore del burlesque in Italia” a seguito di tanti spettacoli dal vivo e progetti editoriali dedicati all’argomento, come il sito Burlesque.it e il libro Burlesque: curve assassine, sorrisi di fuoco e piume di struzzo. Tra i suoi progetti editoriali dedicati allo spettacolo leggero nell'Europa del Novecento, anche i siti Kabarett.it e MilanoVarieta.it. Ha collaborato come columnist con il Mitte, il quotidiano italiano di Berlino. Nella stagione 2015/2016 ha scritto e condotto con Sara Cassinotti il programma Radio Variété, su Radio BlaBla. È stato direttore artistico e conduttore degli show mensili Variété Night (2016-2018) e Saturday Night Hell (2017-2018) in scena alla Maison Milano.

Comments (7)

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  1. Cherry Bloom ha detto:

    Salve Ambasciatore 🙂 !
    Ma che bell’articolo, sai questo è uno dei + carini che ho trovato nel tuo sito…
    Sono molto curiosa di questi due film….
    perplessa anche io per il film con la Aguilera… anche se non si dovrebbe partire con pregiudizi…
    Per Tournee invece non sò cosa aspettarmi !
    Bello anche l’estratto dell’intervista!
    Certo che però… da quando scrivesti il libro ne sono cambiate di cose… è diventata una moda…
    tutti ne parlano e tutti lo fanno.. !
    cosa dobbiamo aspettarci per il futuro?
    kiss

  2. facebook-profile-picture Attilio Reinhardt ha detto:

    Cherry, grazie delle belle parole. 🙂

    Quanto ai film, è vero, tendo a partire prevenuto. Ma è anche vero che, qualche tempo fa, quando si stava delineando il progetto del film “Burlesque”, gli addetti ai lavori americani lamentavano il fatto che nel cast non figurasse nessun professionista delle piume di struzzo. In questo senso, l’operazione di Amalric è opposta. Tutto ciò potrebbe non interferire in alcun modo sul risultato. Eppure qualche riserva la mantengo…

    In questo periodo, il burlesque italiano è nel mezzo del Far West: chiunque può acquistare un paio di attrezzi del mestiere e affermare di essere burlesquer. E’ un passaggio naturale, che è giusto che si faccia. Col passare del tempo, se noi tutti (parlo dell’intera comunità burlesque italiana) saremo abbastanza bravi, le cose cambieranno e riusciremo ad affinare al meglio noi stessi e anche il gusto degli spettatori.

    Sempre che non ci si scanni prima l’un l’altro… 🙁