In lode di Nostra Signora dello Scudiscio: Bettie Page

| 10 marzo 2016

Modificato il 9 dicembre 2016

Bettie Page, sessione fotografica privata, 1953-56

Bettie Page, sessione fotografica privata, 1953-56

Gli americani hanno avuto due paladini del Sesso Libero, o meglio, liberato dai cilici del Puritanesimo più retrivo.

In superficie il caro Alfred Charles Kinsey che col suo Il comportamento sessuale dell’uomo (1948) ha riscaldato i talami d’America donando un rassicurante alfabeto alle più recondite pulsioni.

Sotto, in penombra, in quella no man’s land all’ombra del mondano Chateau Marmont, sentina di celluloide dei vizi, Nostra Signora dello Scudiscio, Bettie Page: la benefattrice che, negli anni della Guerra Fredda, elargiva agli americani ciò che Ava Gardner, Jane Russel o persino Mamie Van Doren mai e poi mai avrebbero potuto esplicitare: il sogno proibito, il brivido fetish, la sculacciata inferta con dolcezza per sedare il malcelato gorgogliare dell’Es.

 

Bettie Page fotografata da Irving Klaw, 1953-56

Bettie Page fotografata da Irving Klaw, 1953-56

Sempre sia lodata Bettie Page col suo sorriso, più sincero e cristallino di quello di un’Annette Funicello, Lolita rappresa dai sudari della sessuofobia.

Sempre sia lodata Bettie Page con le sue danze casalinghe in lingerie, davanti a sfatti divani e tendine a fiori…

Sempre sia lodata Bettie Page per aver aperto la strada a Lili St. Cyr, Tempest Storm, Tura Satana, dionisiache Vestali, baluardi- è un dato di fatto- della Controcultura, quando anche il Porno, prima che venisse trasformato in sterile catena di montaggio, era sinonimo di Libertà.

Riguardiamo, silenti e ammirati, i tremolanti spogliarelli black and white di Teaserama e Striporama, ristampati dall’anglosassone Cult Epics e godiam della loro disgraziatissima purezza fino alle lacrime.

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Category: Approfondimenti, Storia, storie e luoghi, Storie e personaggi

Andrea Bruni

L'autore di questo post ()

Andrea Bruni è un critico cinematografico, redattore della rivista “Nocturno”. Nel 1994 ha fondato con Carlo Lucarelli “Incubatoio 16”, la prima rivista on line dedicata al Nero. Tra le sue pubblicazioni: “La Covata Malefica” (Pendragon); “Freakshow: Il Cinema della Difformità” (Ed. Punto Zero); “Come il maiale: Piero Chiara e il Cinema” (Marsilio); ha tradotto con Simona Vinci “Zeroville” di Steve Erickson (Bompiani). Per diversi anni ha collaborato al Dizionario del Cinema “Il Mereghetti” (Baldini e Castoldi). Nel 2010 ha pubblicato il romanzo "Sugli Sugli Bane Bane" (Epika).

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