Hilda, la curvy pin-up dimenticata

di | 11 Dicembre 2019

Aggiornamento 12 Gennaio 2020

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Scopriamo la più curvy, simpatica e gioiosa delle pin-up anni ’50: è Hilda, rossa creazione dell’artista americano Duane Bryers

Duane Bryers' Hilda

Duane Bryers (Luce, 2 luglio 1911- Tucson, 30 maggio 2012) è stato il centenario pittore e illustratore americano conosciuto soprattutto per aver creato, in totale contrasto con il suo tempo, il personaggio di Hilda, la prima e unica pin-up oversize che impreziosì calendari e riviste a partire dagli anni ’50 e per oltre un trentennio.

Paffuta, simpatica, goffa e lentigginosa, la rossa Hilda fu creata proponendo la figura della donna in modo totalmente diverso rispetto a quanto illustrato al tempo. Nonostante gli anni ’50 celebrassero la bellezza della donna e delle sue curve, Hilda fu un personaggio alternativo, dalle forme sincere e naturali, a differenza delle più compostamente stereotipate pin-up con misure 90-60-90 a cui il pubblico era abituato.

Una pin-up diversa dal solito

Duane Bryers' Hilda

Intervistato dall’Arizona Daily Star nel 2010 Bryers raccontò: «ho avuto l’idea di una pin-up rotondetta e ho pensato che mi sarebbe piaciuto trasformarla in una serie di calendari. Ma come avrei fatto a vendere una ragazza rotondetta?».

Presentando il progetto a Brown & Bigelow, il più grande produttore americano di calendari dell’epoca, Hilda fu accolta con riluttanza e con il pensiero che sarebbe durata poco. Sebbene non raggiunse mai un successo dirompente, il personaggio riuscì ugualmente ad imporsi e a figurare in calendari e riviste per oltre un trentennio: dagli anni ’50 fino agli anni ’80, conquistando particolare popolarità negli anni ’60.

L’immaginazione dell’artista

Duane Bryers' Hilda«È una creazione fuori di testa» ha dichiarato l’artista nel 2002 in un’intervista al sito ToilGirls, galleria pin-up online. «Ho avuto varie modelle nel corso degli anni, ma alcuni dei migliori dipinti di Hilda che abbia mai realizzato sono stati realizzati senza una modella»

Il personaggio dunque non era ispirato ad una donna realmente esistente, come spesso accadeva durante il processo di creazione delle illustrazioni. L’artista, nei pochi casi in cui si avvaleva di qualche modella, lo faceva solo per cogliere le linee guida delle parti del corpo, ma le fattezze vere e proprie e la burrosità di Hilda erano completamente frutto della sua immaginazione. Questo è il motivo per cui l’aspetto della ragazza poteva cambiare notevolmente tra un calendario e l’altro.

Questa “inettitudine” dell’artista (per sua stessa dichiarazione nell’intervista) a mantenere costanti le sembianze del personaggio, in quanto esclusivo frutto della sua mente senza i punti fermi di un modello preciso, provocò una mancanza di continuità che, oltre all’inconsueta caratteristica curvy, probabilmente contribuì a non lasciare un’immagine ben riconoscibile e persistente, che durasse nelle menti del pubblico. Perciò fu gradualmente dimenticata.

Le “zaftigs” e i maestri dell’arte

Duane Bryers' Hilda

Per quanto non riconducibile a un modello di donna reale, l’ispirazione dell’artista non manca di riferimenti ai nudi dei grandi maestri, in modo particolare alle floride figure femminili di Rubens, Rembrandt, Renoir e altri che hanno sempre rappresentato donne “zaftigs” (termine Yiddish traducibile come formosa, rotondetta).

Le illustrazioni di Hilda figurano anche nel libro Zaftig: The Case for Curves di Edward St. Paige, che raccoglie immagini di donne curvy ritratte dai grandi maestri dell’arte, tra i quali figura appunto Bryers come unico artista allora ancora in vita.

La candida burrosità di Hilda, tuttavia, non lascia spazio a idealizzazioni ed è fortemente caratterizzata da forme armoniose ma estremamente concrete: una pancia rotonda e delicata, seni prosperosi, guance rosee e sporgenti. La sua giocosità e spensieratezza, il sorriso spontaneo che spesso scoppia in una fragorosa e genuina risata, non fanno che enfatizzarne il fascino sessuale rendendola comicamente sexy, semplicemente vera e totalmente unica nel suo genere.

Hilda non è quindi una parodia delle pin-up, bensì un personaggio più strutturato di molte “colleghe”: ha una personalità, un carattere definito da atteggiamenti ed espressioni frequenti, abitudini precise, luoghi che frequenta e in cui vive, persino gli animali domestici.

Hilda è un personaggio esilarante, divertente da guardare, vivace e avventuroso: appare come una reale persona vivente con la quale condividere momenti della giornata.

Il merchandising

Duane Bryers' Hilda

Il successo di Hilda portò negli anni alla creazione di gadget a lei dedicati come tazze, carte da gioco e occhiali serigrafati. I pezzi tuttora acquistabili nei mercatini vintage, tuttavia, non furono sempre approvati dall’artista. Questo perché le immagini utilizzate non vennero tratte direttamente dalle sue illustrazioni, bensì riprodotte in modo decisamente semplificato dallo staff di artisti della Brown & Bigelow.

La riscoperta

Duane Bryers' Hilda

Dopo anni di silenzio, Hilda è stata riportata alla luce grazie alla scoperta di alcune illustrazioni trovate un anno dopo la morte dell’artista, il quale, in tutta la sua lunga vita, ne realizzò ben 250. La produzione di Hilda terminò di fatto negli anni ’90 ma il quantitativo ingente di dipinti realizzati gli permisero di continuare a pubblicare opere che la ritraevano fino alla sua morte.

Il blog Toilgirls, curato da un appassionato, raccoglie una galleria di illustrazioni di Hilda molto fornita e ha intervistato direttamente l’artista, contribuendo a tenere vivo il personaggio, che gode anche di pagine dedicate sui principali social (su Facebook: Duane Bryers’ wonderful Hilda).

Soprattutto per il chi ama il neo burlesque, Hilda è quindi un personaggio da recuperare per la sua bellezza particolare, ma anche per il suo messaggio forte che può essere letto come monito al conformismo.


Hilda, la curvy pin-up dimenticata ultima modifica: 2019-12-11T01:39:31+01:00 da Veronica Marcato
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Category: Arte

L'autore di questo post ()

Veronica Marcato è una cantante e showgirl milanese, attiva nell'ambito di spettacoli di varietà e burlesque. Appassionata d'arte, ha studiato Conservazione dei beni culturali all'Università di Parma. Per Burlesque.it cura la rubrica d'arte "Burlesque in cornice".

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