Professione Stage Kitten: intervista a Miss Mia The Kitten

di | 27 Novembre 2019

Aggiornamento 11 Dicembre 2019

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Cos’è una Stage Kitten e qual è il suo ruolo in uno spettacolo burlesque? Ve lo anticipiamo: non si limita a raccogliere i costumi sul palco! Ce ne parla Miss Mia The Kitten in questa intervista!

Miss Mia The Kitten

Unendo le mie passioni per la scrittura e il burlesque, grazie al sostegno e la fiducia di grandi professionisti, ho avuto la possibilità di raccontare le storie di diverse performer: dalle new comers alle grandi star. Ma la mia esigenza continua di raccontare storie mi ha portato ad andare oltre lo spettacolo di cui il pubblico può godere.

Da qui nasce l’idea di dare spazio a tutte quelle figure che contribuiscono a rendere con il loro lavoro, dietro le quinte e non solo, un act impeccabile.

Una di queste figure è quella della stage kitten, di cui se ne parla sempre poco o in maniera approssimativa, per questo ho deciso di scambiare quattro chiacchiere con Miss Mia The Kitten.

Stage kitten e stage manager resident del Nasty Boys di Treviso, Miss Mia ci ha aperto le porte del suo mondo on stage e backstage.

 

Le responsabilità di una stage kitten

Miss Mia The Kitten

Mia, cosa vuol dire essere una stage kitten e stage manager?

Innanzitutto è una grossa responsabilità. Purtroppo quando si guarda uno spettacolo si vede solo il risultato finale, ma solo gli addetti ai lavori conoscono il lavoro che si cela dietro ad uno show. È necessario avere buona memoria, grandi doti organizzative ma soprattutto un’ottima attitudine al problem solving. Dietro al palcoscenico può accadere di tutto ed una buona stage manager deve sempre avere tutto sotto controllo.

Ultima cosa ma non meno importante, chi lavora nel backstage deve creare un buon ambiente. Lavorare in posti sempre diversi non è semplice e secondo me è fondamentale che la burlesque perfomer si senta a proprio agio. In un ambiente sereno si lavora meglio.

Quando hai capito di volerti dedicare a questa figura nell’ambito dell’arte del Burlesque?

Questo lavoro un po’ mi è capitato per caso. Subito dopo aver frequentato il mio primo corso di burlesque, ho iniziato ad andare al Nasty boys come cliente per vedere gli show. Lì ho conosciuto Vibrissa in veste di presentatrice ed in seguito in veste di insegnante. Grazie a lei e a Diego Severin ho mosso i miei primi passi sul palco del Nasty boys come stage kitten. Da lì poi il mio percorso è stato tutto in discesa.

 

Un ruolo fondamentale per far brillare le burlesque performer

Miss Mia The Kitten

Da cosa nasce la decisione di essere fondamentale per lo spettacolo senza rappresentare la protagonista assoluta?

Non è stata una scelta consapevole. Il mio obiettivo, quando mi sono affacciata nel mondo del burlesque, era quello di poter fare esperienza come performer. Non nego che tutt’ora coltivo questo piccolo sogno.

Devo dire però che questa esperienza dietro e sul palco mi ha insegnato e mi sta insegnando ancora molto, sia a livello professionale che personale. Credo che la gavetta dietro al palcoscenico ci dia la possibilità di crescere a piccoli passi e di comprendere i meccanismi dello spettacolo nella sua totalità.

Essere burlesque perfomer non si limita ad andare sul palco e ad eseguire il proprio numero. Per essere completi è necessario partire dalle basi e le basi stanno nel backstage dove tutto prende vita. Forse il mio percorso non mi porterà ad essere una burlesque performer famosa, ma so con certezza che non sono solo un elemento utile per lo show. Ma io faccio parte dello show e, assieme al presentatore, sono il collante che unisce il lavoro di singole persone.

Secondo la tua esperienza, quali caratteristiche deve avere una stage kitten?

Tempo fa ebbi l’occasione di parlare con una famosa producer italiana sulle caratteristiche ideali che dovrebbe avere una stage kitten e mi trovai d’accordo su ciò che disse in merito. Parafrasando le sue parole direi che una buona stage kitten deve essere efficiente nel backstage e brillante sul palcoscenico.

In questo mondo hai un punto di riferimento da cui trovare costante ispirazione?

Purtroppo nel mondo del burlesque non ci sono persone che ricoprono il ruolo di stage kitten o di stage manger in maniera stabile, in parte perché viene considerato come una fase di passaggio prima di diventare burlesque performer, in parte perché spesso, non essendo riconosciuto come un ruolo importante, non viene nemmeno retribuito in maniera adeguata. Perciò al momento non ho punti di riferimento a cui ispirarmi. Ho sempre lavorato tanto sul mio personaggio cercando di capire cosa funzionava sul palco. Infatti tuttora il personaggio di Mia è in costruzione.

 

Il giusto feeling

Miss Mia The Kitten

Per la realizzazione di uno show di successo, che tipo di rapporto deve instaurarsi tra la performer e la kitten?

Di base, secondo me, bisognerebbe creare un buon clima che faccia sentire a proprio agio la burlesque performer. Però poi dipende sempre dallo show. Una buona stage kitten deve capire il contesto in cui si trova la burlesquer performer e agire di conseguenza.

Ad esempio il tipo di rapporto che si instaura tra una burlesque performer professionista è diverso rispetto a quello che si ha con una newcomer, come è diverso il tipo di rapporto che si crea durante un festival, quando tutti gli artisti sono tesi per l’ansia da prestazione, rispetto ad una serata in un locale in cui ci si esibisce senza l’ansia di essere giudicati.

È importante anche capire quando una performer ha bisogno di spazio. Alcune prima di uno show hanno bisogno di avere dei minuti di tranquillità per poter entrare nel personaggio. Non bisogna dimenticare però che si tratta sempre di un rapporto di lavoro. A volte capita di instaurare dei bellissimi rapporti di amicizia, rapporti in cui c’è supporto e si vede veramente la solidarietà, l’accoglienza, il “women power” di cui tanto si parla nel burlesque.

Grazie al Nasty boys ho incontrato donne meravigliose che mi hanno sostenuto come artista e come persona, donne che tuttora credono in me. A volte invece, come in tutti i rapporti di lavoro, ci si limita a collaborare e no si va oltre allo show. Ma come ho detto prima di lavoro si tratta di lavoro, L’amicizia è solo un benefit in più.

In questi anni c’è stata una performer con cui hai avuto da subito un buon feeling? Puoi dirci chi è? 

Questa credo sia la domanda più difficile. Lavoro al Nasty boys da ormai quattro anni e ho lavorato con performer da tutto il mondo, con tante di loro si è creato un buon feeling e tutt’ora ci si sente al di là degli show.

Però se dovessi fare un nome direi Jeanie Wishes. In genere quando venivano performer straniere ero sempre affiancata dalla presentatrice e perciò non mi ero mai preoccupata di affinare il mio inglese. Invece con lei ero sola nel backstage e dovetti dare il massimo per gestire lo show e allo stesso tempo creare un ambiente sereno per l’artista. Mi ricordo ancora l’ansia ma lei fu gentilissima con me e anzi mi diede un sacco di consigli. Si creò un bellissimo rapporto, tanto che, quando tornò l’anno successivo, era come non ci fossimo mai lasciate.

Ecco con alcune burlesque performer il rapporto che si instaura è lo stesso. L’affinità è talmente tanta che il riunirsi diventa sempre un momento di gioia e di festa.

 

Esperienze e consigli

C’è un episodio particolare che ti è accaduto sul palcoscenico che ancora ricordi?

Più che un episodio sono tanti piccoli momenti che mi accadono sul palco. Io caratterialmente sono un persona riservata e un po’ timida e alcune esperienze della mia vita non hanno contribuito a farmi stare bene con il mio corpo. Perciò ricordo con molto piacere i primi momenti in cui sono salita sul palco e mi sono sentita davvero bene con me stessa tanto da riuscire a condividere questo mio sentire con il pubblico. Ecco ogni volta che salgo sul palco e sto bene per me è una grande conquista.

Quali consigli daresti a chi vorrebbe seguire questo percorso?

Spesso vedo show in cui un giorno si ricopre il ruolo di presentatore, la volta dopo quella di stage kitten e la volta dopo ancora quella di burlesque performer senza aver affrontato un percorso di formazione adatto. Questo perché chi ricopre questo ruolo di stage kitten pensa di poterlo fare in quanto richiede solamente di raccogliere gli abiti sul palcoscenico. Non è così. Non è qualcosa che si può improvvisare. Per fare da stage kitten ci deve essere il giusto equilibrio tra efficienza nel backstage e carisma on stage. Il resto poi si impara con la pratica, anche grazie agli errori.

Dove possiamo incontrarti prossimamente?

Per tutta la stagione potrete incontrarmi ogni venerdì sera al Nasty Boys. Nel mese di dicembre sarò invece itinerante: il 21 mi troverete all’Alchemica Musica Club con il Silk Ribbon Cabaret Team e il 22 invece sarò a Vicenza con lo show del collettivo Hurly Burly… e chissà che non riesca a portare un po’ di burlesque anche nella mia città, a Padova.


Professione Stage Kitten: intervista a Miss Mia The Kitten ultima modifica: 2019-11-27T00:46:19+01:00 da Maria Giovanna Tarullo
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Category: Dietro le quinte: le professioni del burlesque, Interviste

L'autore di questo post ()

Maria Giovanna Tarullo è una giornalista pubblicista che nutre uno spiccato interesse per il mondo del Burlesque. A catturare la sua attenzione la regina del new burlesque Dita Von Teese, così nel maggio 2013 apre su Facebook la fanpage italiana a lei dedicata che ad oggi conta oltre 7000 followers. Nell'aprile 2016 inizia la sua collaborazione con il portale Burlesque News, sotto la direzione di una delle massime esperte di Burlesque in Italia la giornalista e scrittrice Lorenza Fruci. Grazie a quest'esperienza, conclusasi nel dicembre 2018, è riuscita ad approfondire ed accrescere la sua passione per il Burlesque ed i suoi protagonisti. Il suo obiettivo far conoscere questa meravigliosa arte al maggior numero di persone possibile!

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