Carrie Finnell e lo striptease più lungo del mondo

di | 29 Maggio 2019

Aggiornamento 25 Ottobre 2019

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La storia dell’incredibile Carrie Finnell: burlesque performer dai seni addomesticati,  creatrice dello striptease più lungo di sempre e, forse, inventrice del tassel-twirling!

Il burlesque, per quanto sia un’arte performativa basata (semplificando al massimo) sullo striptease, dà il suo meglio quando supera quel livello e va oltre. Non accade sempre, ma quando succede ne beneficiano tutti: il pubblico, che gode di uno spettacolo più stimolante e articolato; l’artista in sé, che ha modo di esprimersi maggiormente e di dare sfogo alla propria creatività; le colleghe, perché quando l’asticella della concorrenza si alza, occorre fare di tutto per essere ancora più brave.

Poi ci sono le fuoriclasse. Artiste con le quali diventa arduo misurarsi, perché ciò che sono e che fanno è talmente fuori dal comune da rendere quasi impossibile anche solo avvicinarsi al loro livello. L’esempio massimo di questa categoria è Carrie Finnell. Ecco la sua incredibile carriera…

 

Dal Kentucky a New York
Burlesque performer Carrie Finnel

Carrie Finnel

Carrie Lee Finnell nacque il 14 novembre 1900 a Covington, nel Kentucky. Da ragazzina, divenne l’aiutante di un insegnante di educazione fisica. Al tempo non lo sapeva, ma l’allenamento, la disciplina e lo sviluppo muscolare avrebbero avuto un ruolo determinate nella sua carriera. In seguito cominciò a frequentare i teatri, prima come attrice in piccoli spettacoli, poi come ballerina di fila.

Così, negli anni anni ’20 si trasferì a New York, dove entrò nel corpo di ballo del Minsky’s Winter Garden, celeberrimo tempio del burlesque.

 

The Girl With Hundred Thousand Dollar Legs
Disegno dell'Empire Burlesque Theatre

L’Empire Burlesque Theatre di Cleveland, Ohio

Carrie Finnell era fondamentalmente una ballerina. Le piaceva spogliarsi a tempo di musica, ma non era una stripper in senso stretto. Ed era sempre in tournée in vari spettacoli, con contratti di una settimana a teatro. Decisamente mortificante. Anche se nel 1928 il gestore dell’Empire Burlesque Theatre di Cleveland, Ohio – l’ennesima città in cui non si sarebbe fermata più di sette giorni – aveva assicurato le sue gambe per 100.000 dollari a scopo promozionale.

Ma Carrie sapeva bene che essere pubblicizzata come “The Girl With The Hundred Thousand Dollar Legs”(1)Sage, Dusty, Burlesque In a Nutshell – Girls, Gimmicks & Gags, Albany (GA), BearManor Media, 2016 non l’avrebbe aiutata granché, visto che l’assicurazione sarebbe terminata con lo spettacolo della domenica successiva.

 

Lo striptease più lungo del mondo
Burlesque performer Carrie Finnel

Carrie Finnel

Quando si rese conto che non sarebbe mai diventata famosa con i numeri tradizionali, s’inventò qualcosa di inedito.

Salì sul palco dell’Empire Burlesque Theater di Cleveland e cominciò il suo striptease… fermandosi appena tolto il primo indumento. Con aria sorniona, guardò il pubblico e disse: «se volete vedere il seguito, tornate settimana prossima»!

Questa era una geniale trovata di marketing, ma soprattutto una sfida al gestore del teatro: per far proseguire il numero, avrebbe dovuto scritturarla anche per la settimana seguente. Per Carrie fu una scommessa: se il pubblico fosse rimasto indifferente, lei non avrebbe avuto il secondo contratto. Ma il pubblicò apprezzò l’idea e chiese effettivamente a gran voce di vedere il seguito. Così, il gestore fu costretto ad accettare.

Al ritmo di un indumento alla settimana, Carrie Finnell inventò lo striptease più lungo del mondo. Che durò, secondo le cronache del tempo, ben un anno!(2)Schwarz, Ted, Candy Barr: The Small-Town Texas Runaway Who Became a Darling of the Mob and the Queen of Las Vegas Burlesque, Boulder (CO), Taylor Trade Publishing, 2008

Il numero la rese celebre e molte colleghe cominciarono a guardarla con sincera ammirazione. Tanto che, per alcune, portò il concetto di tease (stuzzicare) a un tale livello da venire considerata la vera creatrice dello striptease(3)Corio, Ann, This Was Burlesque, New York, Madison Square Press, 1968

 

Un tassel twirling unico al mondo, ovvero: The Most Unusual Act in Show Business
Burlesque performer Carrie Finnel

Carrie Finnel, The Most Unusual Act in Show Business

Arrivata ai 30 anni, Carrie cominciava a essere considerata un po’ attempata, per il lavoro di stripper. Senza contare che, pesando 130 kg, era un po’ fuori dai canoni e qualcuno denigrava inelegantemente il suo aspetto definendola “bovina”(4)Schwarz, Ted, Cleveland Curiosities: Eliot Ness & His Blundering Raid, A Busker’s Promise, Charleston (SC), History Press, 2010.

Eppure si esibiva in qualcosa che il pubblico del tempo non aveva mai visto. Al termine del suo numero di striptease, arrivava il momento del tassel-twirling (cioè: il roteare delle nappine appese ai copricapezzoli con un sapiente movimento del seno). Carrie Finnell aveva un controllo perfetto e inusuale dei suoi seni, facendo in modo che ogni tassel ruotasse in senso opposto rispetto all’altro. Il tutto senza mai perdere una battuta della musica.

Quando poi voleva aumentare ulteriormente la difficoltà dell’esibizione, e quindi la meraviglia del pubblico, giocava sulla velocità: faceva roteare nello stesso momento un tassel più rapidamente e uno più lentamente. Una capacità invidiabile, frutto di un singolare ma rigoroso allenamento.

Il tutto veniva chiuso da un finale fulminante, decisamente umoristico. Basti pensare che impiegava la melodia di Shave and a Haircut, Two Bits; ovvero, in italiano: Ammazza la vecchia col flit!
La rapidissima sequenza avveniva così: sulle cinque note corrispondenti ad «ammazza la vecchia» Carrie faceva girare i tassel in senso opposto; sulla nota di «col» andavano entrambi in basso, mentre nella conclusiva «flit» erano lanciati entrambi in alto(5)Alexander, H.M., Strip Tease: The Vanished Art of Burlesque, New York, Knight Publishers, 1938.
Un numero che Carrie Finnell portò in scena fino a sessant’anni e che veniva pubblicizzato come “The Most Unusual Act in Show Business”.

 

Le folli frasi di lancio
Burlesque performer Carrie Finnel

Carrie Finnel, The Girl With Hundred Thousand Dollar Legs

Abbiamo citato “The Girl With Hundred Thousand Dollar Legs” e “The Most Unusual Act in Show Business”, ma queste non furono le uniche frasi di lancio che vennero affiancate al nome di Carrie Finnell nel materiale promozionale. Nel 1936, una locandina la annunciava come “The Highest-Paid Burly Star” (supponiamo per giustificare al pubblico il prezzo del biglietto). Più avanti con gli anni, in virtù delle sue incredibili caratteristiche fisiche fu chiamata anche “The Remote Control Girl”, visto che sembrava comandare i suoi seni come se fossero indipendenti dal corpo.

 

Una showgirl completa
Burlesque performer Carrie Finnel

Carrie Finnel, burlesque performer e cantante

Carrie si esibiva anche come cantante in brani divertenti, ironici e un po’ piccanti. Il titolo del suo cavallo di battaglia la rappresentava pienamente: It Ain’t What You Got, It’s The Way That You Use It.

 

In scena fino alla fine

La carriera di Carrie Finnell proseguì con successo per anni. Tra le altre cose, tra il 1942 e il ’43 fu headliner di uno dei più celebri spettacoli di rivista del tempo, Star and Garter, al fianco di Gypsy Rose Lee, della quale era diventata grande amica.

Si esibì l’ultima volta al Galaxie Club di Newport, nel Kentucky, nell’ottobre 1963. Morì il novembre successivo, nel giorno del suo compleanno, due settimane dopo la dipartita di suo marito.

Da lì, entrò nella leggenda.

 

A proposito di leggende…

Carrie Finnell è stata un personaggio talmente singolare che alle già incredibili (ma attendibili) informazioni sulla sua vita artistica, se ne uniscono altre che sono poco verificabili se non addirittura frutto di leggende.

È effettivamente possibile che sia stata lei a introdurre il tassel-twirling nel burlesque (Ann Corio nel suo libro This Was Burlesque si dice certa di questo). Ma altre cose sono poco probabili.

Per esempio: fu davvero lei a suggerire a Gypsy Rose Lee di spogliarsi in scena? (no, in base a quanto scrive la stessa Gypsy nelle proprie memorie)
Veramente batté Mae West in una gara di striptease?
Infine: inventò lei il numero con il gonnellino di banane reso poi celebre da Josephine Baker?

Non abbiamo trovato fonti che confermino quanto citato. Ma, a giudicare da tutto ciò che ha fatto Carrie Finnell in 63 anni… beh, chissà!


Carrie Finnell e lo striptease più lungo del mondo ultima modifica: 2019-05-29T23:02:18+01:00 da Attilio Reinhardt
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Note   [ + ]

1. Sage, Dusty, Burlesque In a Nutshell – Girls, Gimmicks & Gags, Albany (GA), BearManor Media, 2016
2. Schwarz, Ted, Candy Barr: The Small-Town Texas Runaway Who Became a Darling of the Mob and the Queen of Las Vegas Burlesque, Boulder (CO), Taylor Trade Publishing, 2008
3. Corio, Ann, This Was Burlesque, New York, Madison Square Press, 1968
4. Schwarz, Ted, Cleveland Curiosities: Eliot Ness & His Blundering Raid, A Busker’s Promise, Charleston (SC), History Press, 2010
5. Alexander, H.M., Strip Tease: The Vanished Art of Burlesque, New York, Knight Publishers, 1938

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L'autore di questo post ()

Attilio Reinhardt è un entertainer e presentatore di spettacoli di varietà ed eventi, con lo stile dei conduttori del passato. Oltre a questo, è anche autore di pubblicazioni dedicate alla storia e alla cultura del teatro leggero. Dal 2006 a oggi è stato protagonista della scena burlesque, venendo soprannominato “Ambasciatore del burlesque in Italia” a seguito di tanti spettacoli dal vivo e progetti editoriali dedicati all’argomento, come il sito Burlesque.it e il libro Burlesque: curve assassine, sorrisi di fuoco e piume di struzzo. Tra i suoi progetti editoriali dedicati allo spettacolo leggero nell'Europa del Novecento, anche i siti Kabarett.it e MilanoVarieta.it. Ha collaborato come columnist con il Mitte, il quotidiano italiano di Berlino. Nella stagione 2015/2016 ha scritto e condotto con Sara Cassinotti il programma Radio Variété, su Radio BlaBla. È stato direttore artistico e conduttore degli show mensili Variété Night (2016-2018) e Saturday Night Hell (2017-2018) in scena alla Maison Milano.

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