L’abito non fa il monaco. Nemmeno nel Burlesque.

di | 7 Febbraio 2012

Aggiornamento 11 Luglio 2013

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Il seguente intervento è basato sulle opinioni dell’autore e non rispecchia necessariamente quello dell’intero staff di Burlesque.it.

Settore infetto e stagnante, quello del burlesque in Italia.
Ne ho parlato a lungo con diversi amici/amiche e colleghi/e che avvertono il problema. Sì, perché se per alcuni il burlesque è solo un divertimento, per altri è una professione, attualmente mortificata da certe brutte abitudini inestirpabili dei nostri compatrioti, riassumibili nel concetto “Io sono furbo e frego gli altri” (il medesimo che porta a evadere le tasse).

Categorie in gioco?
– Aspiranti performer che, senza un’adeguata preparazione, si gettano a capofitto nel mercato. Gratis e con un completo di Intimissimi come costume di scena.
– Gente che, indipendentemente dal proprio talento, ha il solo l’obiettivo di apparire in tv, e per riuscirci farebbe qualunque cosa. Persino il burlesque.
Sedicenti insegnanti di burlesque che si improvvisano tali dopo aver frequentato un workshop di mezzo pomeriggio in palestra. Con l’aggravante che, oltre a millantare un credito, di fatto imbrogliano le proprie ignare allieve.
Locali che, per cavalcare la moda al minimo investimento, organizzano serate burlesque chiamando le performer al punto 1 o, peggio, mettendo un boa di piume sulle spalle delle proprie cubiste. Magari aggiungendo una maggiorazione all’ingresso per l’evento speciale.

Chi ci rimette?
Economicamente, le artiste che hanno scelto un percorso serio e onesto, sia nell’apprendimento che nell’insegnamento. Culturalmente – perché anche l’intrattenimento leggero può essere cultura -, quel pubblico che, visto un pessimo burlesque una volta, giustamente preferisce investire i propri (ormai pochi) soldi in qualcosa di più sicuro, come una cover band di Vasco o Ligabue.

Bene, tolti i sassolini dalle scarpe, archivio – mi auguro per po’ – la mia vis polemica. 

L’abito non fa il monaco. Nemmeno nel Burlesque. ultima modifica: 2012-02-07T14:13:01+01:00 da Attilio Reinhardt
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Category: Opinioni

L'autore di questo post ()

Attilio Reinhardt è un entertainer e presentatore di spettacoli di varietà ed eventi, con lo stile dei conduttori del passato. Oltre a questo, è anche autore di pubblicazioni dedicate alla storia e alla cultura del teatro leggero. Dal 2006 a oggi è stato protagonista della scena burlesque, venendo soprannominato “Ambasciatore del burlesque in Italia” a seguito di tanti spettacoli dal vivo e progetti editoriali dedicati all’argomento, come il sito Burlesque.it e il libro Burlesque: curve assassine, sorrisi di fuoco e piume di struzzo. Tra i suoi progetti editoriali dedicati allo spettacolo leggero nell'Europa del Novecento, anche i siti Kabarett.it e MilanoVarieta.it. Ha collaborato come columnist con il Mitte, il quotidiano italiano di Berlino. Nella stagione 2015/2016 ha scritto e condotto con Sara Cassinotti il programma Radio Variété, su Radio BlaBla. È stato direttore artistico e conduttore degli show mensili Variété Night (2016-2018) e Saturday Night Hell (2017-2018) in scena alla Maison Milano.