Quasi burlesque! Le soubrette italiane ai tempi di Totò

di | 12 Gennaio 2012

Aggiornamento 13 Luglio 2019

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Questa volta ci concediamo una piccola digressione verso il varietà e il teatro di rivista italiano

Certo, si tratta sempre di teatro leggero, d’intrattenimento popolare, come il burlesque. Ma proprio quest’ultimo – soprattutto quando era essenzialmente striptease – ha avuto un pizzico d’influenza anche nel varietà nostrano.

Prendiamo le soubrette italiane come Marisa Maresca, Isa Barzizza, Lauretta Masiero e tante altre: i loro costumi e le loro mise, talvolta erano esagerate, ma talvolta anche così succinte da destare scandalo.

Come ricorda Raimondo Vianello, che iniziò proprio negli spettacoli di rivista:

Nelle riviste del primo periodo ho avuto delle soubrette in concorrenza con la Osiris, che però si imponeva per lo sfarzo e una voce inconfondibile. In seguito la soubrette incominciò a spogliarsi, come una che ho avuto io, Lia Cortese, dotata di un corpo eccezionale, che appariva nascosta da un cigno.(1)Roberto Buffagni (a cura di), Un, due, tre, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 2001, p. 36o

Lia Cortese con Ugo Tognazzi sulla copertina del programma di sala dello spettacolo di rivista Castellinaria

Lia Cortese con Ugo Tognazzi sulla copertina del programma di sala dello spettacolo di rivista Castellinaria

Marisa Maresca
La sensualità fatta soubrette: Marisa Maresca.

La sensualità fatta soubrette: Marisa Maresca.

Anche quando non si spogliavano in scena, spesso le soubrette erano ben poco vestite. Basti pensare che Marisa Maresca, che iniziò tra le donnine di Macario, per poi diventare soubrette accanto a Carlo Dapporto e, in seguito, a Walter Chiari, viene ricordata per le formidabili imitazioni nature di Joséphine Baker (gonnellino di banane – e basta! – incluso) e per una conturbante apparizione in passerella vestita solo di tre teste di volpe.
 

Marisa Merlini

Marisa Merlini, anch’essa tra le soubrette di Macario, fece parecchie passerelle in quasi nudità, prima di intraprendere una solida carriera teatrale e cinematografica. Memorabile, in questo senso, un episodio della sua giovinezza: alla prova costumi per il primo spettacolo di Macario cui partecipava, l’aspirante soubrette si aspettava di indossare uno scintillante abito da sera, ma la sarta le fornì un costume composto da due sole foglie di fico!

Un aneddoto su Marisa Merlini esordiente nella rivista, raccontato dal regista Vito Molinari:

Al debutto era preoccupatissima perché non aveva ancora avuto il costume per il finale della rivista. Le fu recapitato in camerino da una sarta molto indaffarata: due stelline che potevano a malapena coprire i capezzoli e un triangolino sorretto da poca fettuccia.
«E il costume?», chiese l’innocente.
«È tutto lì.»
«E le stelline come si reggono?»
«Con la colla.» E la sarta le consegnò un barattolo di colla per fissare le stelline. Appena il tempo d’indossare “il costume” e via a sgambettare in passerella.(2)Vito Molinari, Le mie grandi soubrettes, Roma, Gremese, 2017, p. 150

 
 

Isa Barzizza
Isa Barzizza lavorò molto con Totò, sia a teatro che al cinema. E' lei l'affascinante signorina della famosa gag del vagone letto in "Totò a colori".

Isa Barzizza lavorò molto con Totò, sia a teatro che al cinema. E’ lei l’affascinante signorina della famosa gag del vagone letto in “Totò a colori”.

Un’altra attrice di mestiere ed esperienza – spesso accanto ai grandi comici del tempo -, che iniziò come soubrette audace fu Isa Barzizza, che in scena portava sovente i “puntini” sui seni o, in alternativa, tre rose ricamate nei punti strategici.
 

Cosa sono i “puntini”?

Usiamo il termine “puntini” per indicare i pasties proprio perché nell’epoca d’oro del varietà e del teatro di rivista italiano venivano chiamati abitualmente così. Lo spiega nel suo Manuale minimo dell’attore Dario Fo (che iniziò la sua carriera proprio nello spettacolo leggero), in cui definisce “puntino”«un bollo o dischetto di stoffa che alcune ballerine si incollano sopra i capezzoli; è questo il loro unico indumento oltre a un paio di slip molto succinti». La parola era tanto utilizzata da generare un nomignolo per le artiste, chiamate appunto “puntine”.

 

Allora che ne dite? Possiamo dire che, a metà del Novecento, in Italia c’era già un po’ di burlesque?

In principio soprano e attrice d'operetta, negli anni '30 Nanda Primavera passò con successo al varietà.

Nanda Primavera

Gilda Marino

Il balletto di "Cocoricò", varietà con Dario Fo e Giustino Durano.

Il balletto di “Cocoricò”

Lauretta Masiero

Un passato da bambina prodigio ha portato Titina a diventare una delle primissime soubrette.

Titina

Flora Lillo

Subrette, cantante e attrice brillante: è Isa Barzizza, uno dei personaggi simbolo del teatro leggero.

Isa Barzizza

Kiki Urbani, ballerina classica prestata con successo al varietà.

Kiki Urbani

[Parte di questo articolo è tratto dal volume Burlesque: curve assassine, sorrisi di fuoco e piume di struzzo di Attilio Reinhardt]

Quasi burlesque! Le soubrette italiane ai tempi di Totò ultima modifica: 2012-01-12T01:21:33+01:00 da Attilio Reinhardt
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Note   [ + ]

1. Roberto Buffagni (a cura di), Un, due, tre, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 2001, p. 36o
2. Vito Molinari, Le mie grandi soubrettes, Roma, Gremese, 2017, p. 150

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Category: Approfondimenti

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L'autore di questo post ()

Attilio Reinhardt è un entertainer e presentatore di spettacoli di varietà ed eventi, con lo stile dei conduttori del passato. Oltre a questo, è anche autore di pubblicazioni dedicate alla storia e alla cultura del teatro leggero. Dal 2006 a oggi è stato protagonista della scena burlesque, venendo soprannominato “Ambasciatore del burlesque in Italia” a seguito di tanti spettacoli dal vivo e progetti editoriali dedicati all’argomento, come il sito Burlesque.it e il libro Burlesque: curve assassine, sorrisi di fuoco e piume di struzzo. Tra i suoi progetti editoriali dedicati allo spettacolo leggero nell'Europa del Novecento, anche i siti Kabarett.it e MilanoVarieta.it. Ha collaborato come columnist con il Mitte, il quotidiano italiano di Berlino. Nella stagione 2015/2016 ha scritto e condotto con Sara Cassinotti il programma Radio Variété, su Radio BlaBla. È stato direttore artistico e conduttore degli show mensili Variété Night (2016-2018) e Saturday Night Hell (2017-2018) in scena alla Maison Milano.

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