Angie Pontani intervista Tempest Storm… solo per voi! – Parte II

di | 1 Febbraio 2011

Aggiornamento 11 Luglio 2013

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Come promesso, dopo l’introduzione, eccoci all’intervista vera e propria tra Angie Pontani e Tempest Storm: due vere regine del neo-burlesque e del burlesque classico che hanno fatto questa chiacchierata in esclusiva per Burlesque.it!
Attilio Reinhardt

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AP: Ritieni che ci siano stati molti cambiamenti nel burlesque da ciò che era negli anni ’50 a oggi?

TS: Assolutamente sì! Diciamo pure che è completamente differente, sotto molti punti di vista. Tempo fa, il burlesque era estremamente sexy, ma sempre classico. Avevamo costumi, numeri e set. Adesso vedo molte ragazze che salgono sul palco e si tolgono i vestiti già ai primi secondi del brano d’accompagnamento! Questo porta via il tease dallo strip tease. Dò a queste ragazze molto credito affinché riportino in auge il burlesque, ma mi piacciono gli spettacoli classici, quelli che alcune artiste non fanno più.

AP: Sei stata impegnata professionalmente fino allo scorso anno. Nel corso dei decenni è cambiato molto il tuo stile di performance?

TS: No, ho cambiato la mia musica e costumi e non ho tutti gli oggetti di scena e i grandi set, come quando mi esibivo al Dunes (uno dei più famosi hotel e casinò di Las Vegas; chiuso nel 1993, le sue fondamenta ora ospitano il Bellagio, ndT), ma lo stile è il medesimo e nessuno mi ha ancora fischiato fuori dal palco!

AP: E davvero non credo che nessuno lo farà mai!

TS: (ride) Spero di no!

AP: Lo si poteva vedere agli spettacoli che abbiamo fatto questo inverno al Tempest Storm Las Vegas Revue. La gente ama guardarti, non ha bisogno di vederti ballare. Puoi stare lì ferma e tutti ti guardano in adorazione.

TS: Fare quegli spettacoli è stato bellissimo, il pubblico è stato meraviglioso.

AP: Sei una fonte di ispirazione per molte performer ma anche per donne qualunque. Là fuori ci sono tante ragazze che hanno il tuo viso tatuato sulle loro braccia! Quando hai iniziato tu, ti ispiravi a qualcuno?

TS: All’inizio, a Los Angeles, ho imparto da Lillian Hunt. Per essere chiari: non mi ha messo subito sul palco col primo costume capitato sottomano! Mi ha insegnato i movimenti, mi ha dato consigli sui costumi, sulla presenza scenica e altro. E, soprattutto, Lillian mi ha spiegato che se volevo scegliere la carriera, non dovevo andare in giro a ubriacarmi, drogarmi e fumare. Perché, appunto, è una carriera, non una festa! Così ho seguito il consiglio e non ho mai fatto nulla di quelle cose: alla fine ti invecchiano e basta. Sto benissimo così.

AP: Non hai mai pensato che essere una grande artista possa essere un fatto ereditario? Insomma, i tuoi movimenti tipici non ti sono stati insegnati da nessuno. Sembrano tuoi in tutto e per tutto!

TS: Forse sì. Credo che molto di ciò venga fuori dalla personalità. Per fare questo lavoro devi decisamente avere personalità, che non significa affatto essere belle o altro: significa semplicemente che sali sul palco e la personalità ti aiuta a metterti in sintonia con il pubblico. Sì, questa è una cosa che mi è sempre venuta bene e che mi piace tantissimo fare.

AP: La tua carriera è stata lunga e piena di eventi. Qual è stato il momento più bello?

TS: Probabilmente uno dei momenti più alti è stato nel 1973, quando mi sono esibita alla Carnegie Hall. Viaggiavo con la James Gang, un gruppo rock con il quale infilavo sei settimane di serate una dopo l’altra. Ci siamo esibiti lì e anche alla Massey Hall (l’equivalente di Boston della Carnegie Hall). Era un lavoro duro, viaggiare in questo modo. Ma è stato molto divertente e, hey, mi sono esibita alla Carnegie Hall!

AP: In Europa, il burlesque sta diventando sempre più popolare; benché il culmine della sua popolarità e la sua cultura siano considerate soprattutto americane. Secondo te, perché è così apprezzato dalla gente?

TS: Credo che gli europei amino l’aspetto glamour e il modo in cui le artiste si atteggiano. Come dargli torto?

AP: Parlaci del tuo nuovo spettacolo, The Tempest Storm Las Vegas Revue: com’è andato?

TS: Oh, che meraviglia! Sai, lavorare con te e con Kitten DeVille è stato bellissimo. Adoro vedere voi giovani ragazze rimettere in pista il burlesque classico. Avevo questo sogno, il mio manager Harvey Robbins e io ne stavamo parlando da tempo, continuavo a dire che sarebbe stato grande riportare il burlesque nei teatri ed educare la gente! Bisogna mostrare a tutti che si tratta di un atto di classe, non volgare, ma di un intrattenimento superiore. Così abbiamo prenotato i teatri e la cosa ha funzionato! Per quanto mi riguarda, ero molto nervosa perché non mi esibivo. Non sono abituata a parlare sul palco, era una cosa completamente nuova per me. Ma è stato meraviglioso!

AP: Pensi che ti esibirai di nuovo, prima o poi?

TS: Non lo so, Angie. Ti confesso che la cosa mi preoccupa un po’. E poi devo far vedere quest’anca.

AP: Beh, ogni volta che l’occhio di bue ti illumina, tu sembri iniziare a ballare istintivamente. È sorprendente.

TS: (ride) Vedremo!

AP: Che consigli daresti a una aspirante performer che vuole tentare la carriera burlesque da professionista?

TS: Innanzitutto prendi un coreografo, qualcuno che ti alleni. Non limitarti a saltare sul palco e spogliarti. Queste cose vanno fatte bene, con i giusti costumi, i giusti numeri. È così che si crea una carriera. Quando mi sono esibita al Dunes, ho avuto un set e due ballerini, era bellissimo. Walter Winchell (uno dei più famosi cronisti americani, inventore della gossip column, ndT) ha detto che era il numero più peccaminoso a Las Vegas. È stato sexy e sensuale e classico. Se vuoi diventare veramente qualcuno in questo mondo, devi farlo da professionista.

AP: Cosa farai nel 2011?

TS: Stiamo organizzando una Tempest Storm Burlesque Cruise per l’autunno. Probabilmente salperemo da New York o dal New Jersey per poi approdare alle Bermuda. Nel giro di qualche settimana sistemeremo tutti i dettagli e saremo in grado di dare l’annuncio ufficiale. La cosa mi eccita molto! L’ultima crociera che ho fatto è stata bellissima, mi sono divertita molto.

AP: Hai lavorato con alcune delle migliori artiste del genere. Forza, ci dici qualcosa di quelle che ti hanno maggiormente toccata?

TS: Lili St Cyr è stata la prima ragazza che ho visto esibirsi in uno spettacolo burlesque. Tra me e me, dissi: “Se riesco anche io a fare un numero di tanta classe, allora voglio far parte del giro”! E così è stato.

AP: E Bettie Page?

TS: (ride) Oh, quel film! Sarà la mia dannazione! (il riferimento è a Teaserama, pellicola nella quale le due condividono una breve, celeberrima scena, NdT)

AP: È così brutto?

TS: (ride) No, ma è davvero stupido!

AP: Cosa vuoi dire ai tuoi fan italiani?

TS: Oh, sono stata a Roma e a Venezia… e me ne sono innamorata!

AP: Quindi?

TS: Sarebbe anche ora di tornarci!

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Tempest su Facebook
http://www.facebook.com/tempest.storm

Angie Pontani intervista Tempest Storm… solo per voi! – Parte II ultima modifica: 2011-02-01T06:41:29+01:00 da Angie Pontani
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Category: Interviste, Le avventure di Angie Pontani!

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L'autore di questo post ()

Newyorkese di Brooklyn, Angie Pontani è una delle più importanti artiste neo-burlesque a livello mondiale, tanto da essere stata incoronata Miss Exotic World 2008. Con le sue sorelle Helen e Tara ha formato un eccezionale trio, The World Famous Pontani Sisters, che, per anni, ha infiammato i palchi internazionali. Per Burlesque.it ha intervistato la mitica Tempest Storm, star del burlesque classico, e firma la rubrica Le avventure di Angie Pontani, in cui racconta il “dietro le quinte” dei suoi show e della sua vita.