Musica in chiave Burlesque: The Sonics

| 23 settembre 2012

Modificato il 19 febbraio 2017

È quanto meno inusuale che un ruvido pezzo garage rock sia associato ad uno spettacolo di Burlesque. Eppure l’intuizione è tra le più azzeccate. Stiamo parlando di Have Love Will Travel della band statunitense The Sonics.
Here Are The Sonics

La copertina del primo album dei The Sonics

La scelta di questo brano come prima recensione è intenzionalmente significativa, infatti in queste righe ci si occuperà principalmente di esplorare il lato underground e meno conosciuto del panorama musicale che da sempre è ingrediente fondamentale di questi spettacoli dal vivo, tralasceremo invece gli ultra inflazionati classici ormai disponibili nelle raccolte da Autogrill, e spesso a loro volta utilizzati per esibizioni di medesima qualità ed originalità. La base per uno spettacolo di Burlesque che vuole essere unico, originale e personale, parte proprio dalla ricerca dell’accompagnamento musicale che soddisfi queste caratteristiche.

I Sonics si formano nel 1963 a Tacoma, cittadina dello Stato di Washington, e dopo le classiche incomprensioni iniziali da parte dell’etichetta discografica di turno, nel momento di affrontare i ragazzi ed il loro innovativo e trasgressivo sound per l’epoca, firmano un contratto con la ”Etiquette” ed esce il loro album d’esordio Here Are The Sonics. La banalità del titolo non corrisponde ad altrettanto nei contenuti. L’album è un mix di cover e pezzi originali, tra questi ultimi quelli che saranno poi dei classici della band The Witch e Psycho ed è proprio la cover, presente nel disco, di un pezzo doo wop del 1959, originalmente di Richard Berry – meglio conosciuto come il compositore del celebre pezzo Louie Louie, portato poi al successo commerciale nella versione dei Kingsmen – che nella interpretazione dei Sonics raggiungerà la popolarità, appunto Have Love Will Travel.

Personalmente non sono un’amante delle cover, ritenendo nella quasi totalità dei casi, le versioni originali sempre le migliori, ma questa della band di Tacoma fa eccezione. Ad ogni modo, a conferma delle mie convinzioni, sono le altre innumerevoli versioni senza storia del pezzo, tra i cui interpreti si possono citare nientemeno che Bruce Springsteen e Jim Belushi (il fratello dello scomparso John) in duetto con Dan Aykroyd.

Il sound dei Sonics è immediatamente riconoscibile, a mio parere, per tre elementi:
A) La voce e sopratutto le urla del cantante;
B) lo stile grezzo ed unico del batterista;
C) la scarsa qualità delle registrazioni che sembrano proprio fatte in un garage.

La locandina originale del film Tournée di Mathieu Amalric

Bene, ma che c’entra tutto questo con uno spettacolo di Burlesque? Raffinato, sensuale, seducente, bla, bla, bla… C’entra, e anche alla perfezione, come dicevamo all’inizio, con un film che parla di Burlesque, la pellicola francese del 2010 Tournée (On Tour per il mercato anglofono; il dvd in edizione italiana è disponibile su Amazon.it) premio miglior regia a Mathieu Amalric, anche attore protagonista, al festival di Cannes dove è stato presentato lo stesso anno. Have Love Will Travel è la canzone portante della colonna sonora che si sente sui titoli di testa e di coda, e incarna lo spirito quasi avventuroso e da road movie del film e della gesta dei protagonisti, che ricordiamo, sono le famose e autentiche performer di Burlesque americane – tra le quali Dirty Martini, Julie Atlas Muz, Kitten On The Keyes… –  che gli utenti di Burlesque.it ben conoscono.

“Boom”, il secondo album dei The Sonics

La carriera discografica dei Sonics non va molto oltre al disco di debutto, infatti viene pubblicato successivamente solo un altro album in studio, Boom, ma questo basta a consegnare i ragazzi alla storia, etichettati come la prima punk band di sempre, d’altronde i più conosciuti Sex Pistols, qualche anno dopo si sono sforzati ancora meno pubblicando un solo disco, ma guadagnando molto di più. I Sonics sono ancora in attività, riformatisi stabilmente (per ora) nel 2008; nel 2010 sono venuti a suonare in Italia al 18° Festival Beat di Salsomaggiore, io c’ero, e devo dire che gli anni non hanno minimamente intaccato lo stile e l’impatto del loro sound.

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